Roma, (askanews) - Una strage che insanguina la Turchia e le prossime elezioni di novembre: sono almeno 86 le persone morte nel più grave attentato mai commesso ad Ankara, e quasi 200 persone sono rimaste ferite. Una scena di guerra, un massacro probabilmente ad opera di due kamikaze, che ha smembrato i corpi e macchiato le bandiere della pace, già pronte per il corteo che avrebbe dovuto svolgersi nel pomeriggio sul piazzale della stazione centrale, contro l'offensiva dell'esercito turco nel Kurdistan iracheno. La manifestazione avrebbe dovuto riunire migliaia di persone arrivate da tutto il grande paese all'appello di ong e partiti della sinistra.Fuori dagli ospedali la gente protesta: questa folla grida Erdogan, dimettiti.La rabbia è rivolta al partito Giustizia e Sviluppo al potere, ritenuto responsabile dell'escalation della violenza. La matrice dell'attentato non è chiara. Il premier Recep Tayyip Erdogan ha denunciato un attacco odioso contro l'unità e la pace. Ma il partito filo curdo HDP da parte sua ha adombrato la possibilità che siano state forze oscure dello Stato a voler colpire i curdi. L'HDP ha anche sospeso la campagna elettorale.Si vota il primo novembre, elezioni convocate per ripetere ldi giugno che avevano tolto a Erdogan la maggioranza assoluta anche a causa del buon risultato del partito filocurdo. Un massacro quello di Ankara che sottolinea i tempi bui della Turchia fra politica lacerata, ripresa degli scontri con i guerriglieri indipendentisti del PKK in Kurdistan e minaccia del Califfato Islamico.