Roma (Askanews) - Se l'Italia vuole attrarre più investimenti dall'estero per sostenere la ripresa, occorre fare uno sforzo maggiore per garantire certezza del diritto, accelerare i processi civili, scrivere leggi più chiare. Lo afferma l'avvocato Francesco Gianni, esperto di relazioni economiche internazionali, in questa videointervista ad askanews. Prendendo le mosse dalle celebrazioni degli 800 anni della Magna Carta, considerata uno dei capisaldi del costituzionalismo moderno, l'avvocato Gianni afferma: "I principi della Magna Carta dovrebbero essere sempre ricordati come capisaldi della convivenza civile, anche tra le nazioni, mentre oggi assistiamo in molti casi a una prevalenza della politica sul diritto. Le sanzioni decise contro la Russia per i fatti dell'Ucraina, per esempio, sono state decise da organismi politici di parte, non da organismi giuridici sovranazionali e dunque imparziali. Il diritto dovrebbe invece prevalere sulla politica quando si tratta di rapporti internazionali. Ricordare i principi della Magna Carta potrebbe farci riprendere questa visione dell'universalità e imparzialità del diritto". Per quel che riguarda il fattore giuridico nelle decisioni di investimento delle grandi imprese, Gianni afferma:"Il fattore giuridico conta molto più di quanto si pensi nelle decisioni di investimento internazionali. Quando mi trovo a discutere con dirigenti di multinazionali o con colleghi che vengono dall'estero, il tema della certezza del diritto nel nostro Paese è un tema molto rilevante. Il fatto che non si possa prevedere se un comportamento possa essere accettato dal legislatore o sanzionato dai giudici, o la differenza di atteggiamento tra le magistrature amministrative da regione e regione, creano grandi incertezze. E così si preferisce investire in Paesi in cui c'è maggiore certezza del diritto. Per questo bisognerebbe creare un sistema giuridico più rapido per risolvere le controversie e bisognerebbe scrivere le leggi in modo più chiaro e comprensibile. Un problema è anche la proliferazione delle fonti del diritto a livello territoriale, nazionale e sovranazionale, per esempio europeo: questo riguarda soprattutto le grandi aziende e grandi banche che operano a livello internazionale e si devono confrontare con analoghe istituzioni di altri Paesi. In questo caso avere norme molto diversificate tra Paese e Paese può comportare delle distorsioni che possono essere molto rilevanti in termini di costi, efficienza e capacità concorrenziale".