Maastricht, (TMNews) - "Guardiamo al futuro: con l'unione politica e monetaria i Paesi membri possono sperare di guadagnare il massimo da uno spazio economico comune con la sua dimensione sociale".Sprizzano ottimismo le parole dell'allora presidente della Commissione europea, Jacques Delors, nel presentare il Trattato di Maastricht. Firmato il 7 febbraio del 1992 ed entrato in vigore il 1 novembre 1993, il Trattato sull'Unione europea, questo il nome, ha segnato la nascita dell'Europa unita, tracciando le regole per entrare nell'Unione e aprendo la strada all'euro. Vent'anni dopo il nome di questa cittadina olandese, diventata familiare per tutti gli europei, evoca sentimenti molto diversi: la crisi finanziaria, la recessione, le misure di austerità e la disoccupazione hanno messo a dura prova la Zona euro e indotto molti a mettere in dubbio la moneta unica. Il Trattato di Maastricht è finito sotto accusa, additato come origine e causa di tutti i mali."La speranza era che l'unione monetaria portasse a un'unione politica e forse fiscale. Ma abbiamo visto che non è accaduto, al contrario ci sono problemi perchè l'euro è molto diverso dalle altre monete, e ci sono governi diversi che operano con la stessa moneta" spiega Ben May di Capital Economics. Chi difende l'euro ricorda gli anni della crescita prima della crisi e, come l'ex presidente della Bce Jean Claude Trichet, sostiene che se le regole di Maastricht fossero state rispettate la situazione non sarebbe così critica. Ottimisti e euroscettici sono però d'accordo sulla mancanza di un'idea comune che raduni e unisca tutti i Paesi d'Europa. Trovarla è la sfida dei prossimi anni.(immagini Afp)