Dopo l’entusiasmo conseguente alla crescita sincronizzata dell’economia mondiale, il rallentamento di diversi Paesi lascia spazio a incertezze sul mantenimento dello stesso livello di sviluppo. La volatilità, dopo lunga assenza, è tornata sui mercati finanziari e i timori di politiche protezioniste alimentano ulteriori incertezze. A pagare potrebbero essere i Paesi periferici europei, come l’Italia. Ce ne parla Claudia Segre, presidente di Global Thinking Foundation