Roma, (askanews) - Una giornata dedicata interamente al mondo delle Tv Locali italiane con l'obiettivo di favorire il confronto tra editori, operatori del settore e rappresentanti dell'universo politico-istituzionale. Al centro del dibattito il tema caldo delle frequenze, tra soluzioni, proposte e risposte a fronte dell'attuale quadro tecnico-normativo che rischia di mettere a repentaglio l'esistenza di numerose imprese, con pesanti ricadute in termini occupazionali.Il dato diffuso dalle associazioni di settore evidenzia come siano a rischio ormai circa 150 emittenti e oltre 2.000 posti di lavoro (tra giornalisti e tecnici).E dal mondo dei media nazionali, dai suoi stessi protagonisti, molti dei quali cresciuti nelle Tv locali, arriva un appello alla politica e alle istituzioni a darsi da fare per il comparto dell'emittenza locale. Nomi importanti, che dalle telecamere di Millecanali, che ha promosso questa prima Conferenza Nazionale delle Tv locali, ricordano come le Tv locali siano state per loro innanzitutto delle vere e proprie palestre, come per David Parenzo, di Radio 24:"Ho iniziato la mia carriera professionale proprio nella Tv Locale: ho lavorato prima a Telenuovo in Veneto e poi nella mitica Tele Lombardia). Io devo tutto a questa palestra. E la chiamo palestra perché effettivamente la televisione locale è un luogo straordinario nel quale tu impari davvero tutto della televisione".Storia analoga poi, ricca di aneddoti, anche per Sandro Piccinini di Mediaset. Per una Tv locale non solo palestra ma anche laboratorio e occasione unica di esperienza:"La tv locale era ed è ancora secondo me una palestra formidabile e un laboratorio eccezionale. Le tv locali dovevano superare ostacoli insormontabili. Per esempio: come si faceva ad entrare in uno stadio? Non si poteva entrare. Come si faceva a raccontare la partita da un telefono? Ecco che cominciammo a fare dei sopralluoghi intorno agli stadi e trovammo dei terrazzi. Cioè alcuni stadi avevano vicino dei palazzi più alti da cui si poteva vedere il campo). E così fu per esempio a Genova. Andammo a bussare alla porta del mitico signor Fisco, in cambio di 50 mila lire lui ci diede la possibilità di prolungare il telefono fino al terrazzo e così raccontammo le partite di Genoa Roma, Genoa Lazio, Samp Roma e Samp Lazio".