Bastia Umbra, (askanews) - La direttiva europea sul fumo potrebbe non essere il miglior strumento per ridurre i danni legati al consumo di sigarette. Lo ha sottolineato il consigliere delegato di Nomisma Andrea Goldstein nel corso di un incontro tra la Philip Morris e gli agricoltori del settore."Sono numeri relativamente modesti rispetto all'universo dell'industria agricola italiana, parliamo di qualche migliaio di persone direttamente impiegate e di qualche decina di migliaia che sono impiegati nell'indotto. Però è una realtà che in alcuni contesti particolari come il Veneto e l'Umbria, Città di Castello in particolare, sono delle realtà importanti per il tessuto produttivo locale"."Sul settore c'è comunque una dinamica di riduzione dei consumi legate alle dinamiche che conosciamo di public policy, public health e il resto. La direttiva è un po' divisiva nel senso che non è sicuro che sia l'unico strumento e nemmeno il miglior strumento per raggiungere l'obiettivo che si è prefigurato la Commissione e cioè di ridurre i danni legati al consumo di sigarette e di tabacco. Ci sono altre strade che potrebbero essere percorse, in particolare quelle che hanno a che vedere con la tracciabilità del prodotto".