Milano, (askanews) - Inizia così una nuova avventura per Poste Italiane, che, forte dei suoi 153 anni di storia, sbarca a Piazza Affari, segnando l'inizio di una nuova stagione di privatizzazioni a 16 anni dall'ultima, quella di Enel nel 1999.Palpabile la soddisfazione dell'amministratore delegato, Francesco Caio che ha parlato di un momento storico:"Portiamo in Borsa un'azienda dalle grandi tradizioni, presente su tutto il territorio che si è fatta famosa per il rapporto di fiducia coi cittadini e le cittadine. Questo elemento è quello che abbiamo portato ai mercati internazionali con un impegno nella crescita, sviluppo e modernizzazione dei servizi. Siamo molto contenti per questa prima fase che si chiude e molto fiduciosi per quella che si apre".Al debutto il titolo ha segnato un prezzo di 6,95 euro in rialzo rispetto ai 6,75 dell'Ipo, che si poneva a metà della forchetta di prezzo fissata tra 6 e 7 euro e 50. Quello di Poste rappresenta il più grande collocamento in Borsa in Europa dall'inizio dell'anno, da più parti giudicato un successo visti anche i numeri della domanda, pari a 3,3 volte l'offerta. A sottoscrivere i titoli oltre 303mila risparmiatori, di cui 26mila dipendenti, accanto agli investitori istituzionali cui era riservato il 70% dell'offerta.Emozionata il presidente Luisa Todini, a capo della società da un anno e mezzo:"Ci sono momenti nella vita in cui è d'obbligo emozionarsi. La quotazione di una azienda così storica che ha venduto il 40% della sua storia al mercato in cui c'è stata una grande competizione e non può che consolidare il percorso che ha iniziato questa azienda e deve fare emozionare l'Italia perchè sta a significare che si crede nell'Italia perchè poste è Poste Italiane una azienda domestica e comprare Poste Italiane significa comprare Italia".Con la quotazione, Poste ha messo sul mercato oltre il 34% del capitale. Al prezzo del collocamento, 6,75 euro, la capitalizzazione della società sfiora i 9 miliardi di euro.