Milano (askanews) - Dalla fabbrica fordista al polo di aggregazione per ricerca, formazione, e produzione di prodotti di alta tecnologia. E' il percorso segnato dal Polo Meccatronica di Rovereto: un'area - estesa per 75 mila metri quadrati - dove produrre, ricercare, sperimentare prodotti innovativi, in grado di combinare la meccanica tradizionale con i più moderni sensori e sofisticati sistemi di prototipazione virtuale e controllo elettronico.Alessandro Olivi vicepresidente della Provincia Autonoma di Trento: "Il nostro polo della Meccatronica è il paradigma di una politica manifatturiera del futuro: meno industrie verticali di impianto fordistico tradizionale, e più specializzazione, più industria del sapere, più piccole imprese che fanno della flessibilità il loro parametro di adattabilità al cambiamento del ciclo economico, e più infrastrutture tecnologiche. Il polo Meccatronica è di fatto una grande infrastruttura tecnologica che fornisce servizi e competenze di matrice immateriale".Oltre 80 milioni di euro in investimenti, una forte integrazione urbanistica con Rovereto, stretti rapporti con l'eccellenza scientifica universitaria, e un territorio che conta nella filiera meccanica-meccatronica circa 800 aziende con 9.700 addetti: sulla scorta di questi numeri il progetto Polo Meccatronica, realizzato dall'agenzia Trentino Sviluppo, è stato presentato nel corso di un incontro a Milano con l'obiettivo di catturare l'attenzione di imprese e enti. "Stiamo registrando molta attenzione da parte di investitori che provengono da fuori Trentino - prosegue Olivi - grazie al fatto che creiamo una piattaforma di servizi innovativi, che solo in quel luogo si possono trovare, e abbiamo anche costruito un pacchetto di incentivi fiscali e finanziari che credo siano altamente attrattivi per chi vuole venire a fare impresa sul nostro territorio".Il Polo Meccatronica ha già visto l'insediamento di reparti distaccati di grandi aziende come Bonfiglioli, Ducati Energia, Dana e Carl Zeiss; ospita anche una quindicina di startup innovative; ed è sede di Industrio Ventures, il primo acceleratore "hardware" d'Italia.Si tratta di attività che hanno generato oltre 400 nuovi posti di lavoro. E che fanno di Rovereto un modello virtuoso di politica industriale a cui guardare con attenzione. "Le aziende che noi impegnamo ad assumere i nuovi lavoratori - conclude il vicepresidente della PaT -sono aziende che poi mettono radici e si solidificano con il territorio".