Panama (askanews) - Lo scandalo "Panama papers", relativo ai presunti conti occulti dei potenti nel mondo in paradisi fiscali per evadere le tasse, sta trascinando nel gorgo vittime illustri di mezzo mondo.Il primo a gettare la spugna, dopo essere stato travolto in pieno dalla vicenda, è stato il premier islandese David Gunnlaugsson, costretto a rassegnare le dimissioni.L'ombra lunga del Panama gate, tuttavia, rischia di oscurare anche la buona stella di molti altri Vip, tra cui il premier britannico David Cameron, Marine Le Pen, calciatori come Messi e Seedorf e il neo presidente della Fifa, l'italo-svizzero Gianni Infantino, tirato in ballo dal quotidiano The Guardian, secondo il quale avrebbe avuto un ruolo in accordi relativi ai diritti tv affidati a società offshore, quando era capo dei servizio legali della Uefa. Lui però come in passato, continua a negare ogni addebito."L'evasione fiscale rappresenta un grande problema globale", ha detto il presidente degli Stati Uniti Barack Obama parlando alla Casa Bianca del "Panama Papers", in cui figurano anche centinaia di cittadini e aziende americani.Lo scandalo è frutto del lavoro dell'International consortium of investigative journalists che ha rivelato l'enorme intrigo mondiale di evasione fiscale che ha come epicentro lo studio legale panamense Mossack Fonseca.Intanto, mentre anche in Italia l'Agenzia delle entrate ha dato il via a una serie di indagini, la Francia ha annunciato di voler reinserire Panama "nella lista dei Paesi non cooperativi". Immediata la reazione di Panama. Il governo ha avvertito Parigi che nel Paese esiste una legge che prevede rappresaglie contro i Paesi che includono Panama nella cosiddetta 'gray list'.(Immagini Afp)