Roma, (askanews) - Sono partiti lunedì pomeriggio dallo stabilimento di Portovesme, in provincia di Carbonia-Iglesias, circa 200 lavoratori dell'Alcoa e dopo la notte in traghetto la mattina seguente sono arrivati davanti a Montecitorio per rivendicare il diritto al lavoro e chiedere al governo un futuro occupazionale per il Sulcis, la provincia più povera d'Italia. Bruno Usai, segreterio Fiom Sulcis: "Noi vogliamo riappropriarci di quella fabbrica e reiniziare a lavorare perché ci sono le condizioni, se finalmente il governo riesce ad attuare tutto ciò che ha promesso, cioè i costi di energia sostenibili per chiunque entri in quello stabilimento".In piazza a Montecitorio con gli operai capitanati dal segretario generale della Fim-Cisl Marco Bentivogli, ci sono i leader di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo.Tutti e tre chiedono al governo di mantenere gli impegni presi e che l'incontro sulla vertenza Alcoa tra il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, e la delegazione dei sindacati di categoria dei metalmeccanici sia finalmente "risolutivo".Susanna Camusso: "Basta è passato troppo tempo, ci vogliono delle risposte, non si può più perdere tempo, bisogna che questa fabbrica ripigli a produrre".Annamaria Furlan: "I lavoratori non sono soli, c'è tutto il territorio, c'è tutta la Sardegna e c'è tutta l'Italia con loro, e ci sono i tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil"Carmelo Barbagallo, leader di Uil: "Bisogna che oggi la riunione sia risolutiva, non si può ancora aspettare la burocrazia per far partire il cantiere e non si può aspettare il governo per far ripartire quell'impegno che si era preso".