Milano, (askanews) - La Borsa è nel futuro prossimo di Rigoni di Asiago, l'azienda veneta che produce dalle confetture al miele, dalle creme spalmabili ai dolcificanti biologici. Con i suoi 100 milioni di fatturato Rigoni d'Asiago al momento ha tra i soci il Fondo di investimento italiano, la sgr partecipata tra gli altri da Tesoro, Cassa depositi e Prestiti, Abi e Confindustria. L'amministratore delegato della società veneta, Andrea Rigoni:"Noi abbiamo un socio che ha investito in noi e ha come obiettivo la quotazione. E' la strada principale di uscita ma non abbiamo tutta questa fretta. Pensiamo di crescere per riuscire ad avere quelli che sono i numeri per essere appetibili dagli investitori"L'obiettivo del fondo al suo ingresso nel dicembre 2010 era quello di sostenere l'azienda nella crescita della sua capacità produttiva, con l'obiettivo di consolidare la sua posizione in Italia e farla crescere all'estero."Pensiamo che la nostra azienda che non è grandissima ma ha fatto un percorso diverso dagli altri e partendo da prodotti di nicchia è diventata una azienda importante in Italia si possa espandere".E i numeri a detta dell'amministratore delegato per ora sono dalla loro parte. L'estero pesa ormai sul fatturato il 20% contro il 5% di qualche anno fa. Non solo. L'azienda vista la domanda di mercato ha in cantiere il raddoppio dello stabilimento produttivo di Albaredo d'Adige oltre all'acquisizione di nuove aree per poter ampliare la produzione. Passaggi necessari per preparare l'azienda al debutto in Borsa. Che verosimilmente sarà dopo il 2017.