Rho (askanews) - Nel delicato negoziato tra Unione europea e Stati Uniti per la creazione di una Zona di libero scambio transatlantica l'Italia, più di ogni altro Paese al mondo, ha un bene prezioso da difendere: i suoi prodotti agroalimentari a indicazione geografica. Per questo ha organizzato a Expo 2015 la prima "Assemblea Mondiale delle Indicazioni Geografiche" con l'obiettivo di unire le forze e far sentire più forte la propria voce nelle trattative per il Ttip. Maurizio Martina, ministro delle Politiche agricole: "La partita delle indicazioni geografiche è una partita cruciale non solo per il sistema italiano, ma anche per quello europeo. Il fatto che si muovano alcune cose in senso positivo, secondo me, non può che essere visto con grande interesse da parte nostra, bisogna però battagliare perché, soprattutto in quei contesti, non è scontato che venga riconosciuto il valore del marchio geografico così come per anni lo abbiamo coltivato, custodito e rafforzato essendo la patria delle Ig e delle Dop".Di sicuro in Italia c'è chi, come l'assessore lombardo all'Agricoltura Gianni Fava, ad oggi vede nel trattato transatlantico più rischi che opportunità: "Mi insospettisce molto l'atteggiamento dell'Ue che continua a mantenere un riserbo strettissimo sulla questione. Certo è che, ad esempio rispetto al Ttip, ci fosse chiesto sulla denominazione di origine dei nostri prodotti perché questi possano avere qualche spazio nei confronti del mercato americano credo che non vada accettato".La partita entrerà nel vivo già nelle prossime settimane quando inizierà a Miami un nuovo ciclo di negoziati tra Europa e Stati Uniti sul trattato di libero scambio.