Milano (askanews) - Utilizzare gli esuberi di produzioni alimentari per realizzare saponi e cosmetici naturali con le stesse caratteristiche organolettiche di quelli ottenuti dalla materia prima intera: è l'obiettivo che il Saponificio Gianasso, l'azienda che produce i cosmetici naturali a marchio I Provenzali, ha voluto presentare in Expo Milano 2015 nel corso di un incontro a Cascina Triulza. Paolo Bassetti, socio e titolare di Saponifico Gianasso spiega così il concetto di cosmetico "a impatto zero alimentare": "Vuol dire costruire dei percorsi di filiera in grado di utilizzare sovrapproduzioni e scarti alimentari per convertirli in risorse e materie prime di qualità per il mondo della cosmetica, ovvero evitare che alcune materie vengano introdotte nel ciclo del rifiuto".Diverse le linee di prodotto realizzate nell'ambito del progetto: dai primi sali da bagno 100% made in Italy che impiegano le eccedenze delle storiche saline sarde "Luigi Conti Vecchi"; alle saponette naturali ottenute con le eccedenze della lavorazione delle susine bianche di Monreale, presidio Slow Food. E in collaborazione anche con il Distretto Agrumi di Sicilia, si faranno saponette ottenute dal "pastazzo", il residuo umido della produzione industriale di succo di agrumi. "Una aziende deve essere motivata fare cose del genere perché esiste un risparmio per la società e per il pianeta, e di conseguenza anche un risparmio per l'azienda stessa".Si tratta di progetti che non si traducono in un vantaggio immediato sui conti aziendali, anzi le linee di produzione devono rimodularsi rispetto alla tipologia particolare della materie prime, ma - conferma Bassetti - il prodotto sempre più "sostenibile" acquisisce comunque un valore aggiunto molto apprezzato dal mercato: "Ci sono recenti ricerche e dati di mercato che dicono che gli elementi di scelta legati alla sostenibilità sono elementi molto forti per il consumatore".