Washington, (askanews) - Si intitola "Il macigno" il libro del direttore esecutivo italiano presso il Fondo Monetario Internazionale, Carlo Cottarelli, un titolo che si riferisce al debito pubblico italiano (ovvero la totalità dell'indebitamento dello Stato, che secondo le norme europee non deve essere superiore al 60% del Pil, mentre l'Italia è oltre il 130%). Cottarelli ne ha parlato a Washington, a margine degli incontri primaverili del Fmi in corso a Washington. Fra le misure di cui ha bisogno l'economia italiana, dice Cottarelli, c'è il pareggio del deficit di bilancio (ovvero la quota di spese superiori alle entrate in ogni singolo anno: per le regole europee non deve essere superiore al 3% mentre il deficit italiano è molto inferiore); da lì in poi mantenere il deficit a zero significa ridurre progressivamente il debito."Nei piani del governo" ha detto Cottarelli "c'è il raggiungimento del pareggio di bilancio entro il 2019. E' il tipo di cose che servono per l'Italia: serve pareggiare il bilancio, e questo richiede un po' di austerità fiscale, ma non tantissima. Partendo dal 2016 quello che è necessario è mantenere la spesa primaria costante in termini reali. Cioè non tagliare: se c'è l'inflazione all'1% la spesa primaria può andare su dell'1%. Se c'è inflazione zero, zero. Siccome poi ci sarà un po' di crescita, con l'aumento delle entrate, questo porterà a pareggiare il bilancio entro il 2019. Da lì in poi basta stare fermi. Il debito si riduce più o meno del 3% l'anno. Ci vorrà del tempo perché arriviamo al 60%, ma non importa, perché come si fa vedere nel libro, se il debito comincia a scendere è meno pericoloso avere un livello alto di debito"."Il messaggio del libro è abbastanza semplice: ce la possiamo fare, ma un po' di sforzo ci vuole. Certe cose non le abbiamo mai fatte, come quella di pareggiare il bilancio. Nella storia dell'Italia unitaria il bilancio è stato pareggiato per due anni, nel 1875 e nel 1876. Ma adesso non siamo tanto lontani da quell'obbiettivo".