Parigi, (askanews) - "Non c'è dubbio, il processo si è messo in moto, anche se però a Parigi non verrà risolto il problema". Lo afferma ad askanews Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente della Camera, a Parigi per la COP21, nell'ambito della quale si è svolto all'Assemblea nazionale ed al Senato francesi un incontro internazionale delle rappresentanze dei parlamenti dei paesi che aderiscono alla convenzione quadro sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite.Per Realacci, la seconda fase di negoziato politico che si sta aprendo alla conferenza mondiale sul clima in corso a Le Bourget evidenzia "due punti chiave". "Innanziutto capire come potranno essere portati avanti aggiornamenti degli obiettivi - spiega Realaci - perchè non si può mettere ogni volta in piedi un sistema così complesso come la COP21 di Parigi. Inoltre c'è la questione del rapporto con i paesi in via di sviluppo. Lì c'è una grande differenza, con la Cina che emette ormai più dell'Europa e l'India che ha ancora enormi problemi".Secondo il presidente della Commissione Ambiente, "il fondo verde che serve a questi paesi per andare avanti è allora determinante per il successo dei negoziati, sia perchè permetterà il trasferimento tecnologico necessario ai paesi in via di sviluppo sia perchè è necessario creare delle difese dai cambiamenti climatici che colpiranno spesso proprio le aree più disagiate e deboli del pianeta".