Roma, (askanews) - La Bce ha reagito risolutamente alla bassa inflazione perché fare altrimenti avrebbe messo a repentaglio l'economia, rischiando perfino di avvicinare Eurolandia alla recessione. Non ha usato mezzi termini il belga Peter Praet, componente del comitato esecutivo dell'istituzione monetaria, giunto a Roma per una lezione all'Università Luiss. Una lunga spiegazione agli studenti, che il moderatore Jean-Paul Fitoussi non ha esitato a definire "lectio magistralis".Secondo Praet, agire in ritardo, o peggio ancora, l'inerzia, costringerebbe domani a interventi più costosi per riportare la situazione sotto controllo. E nel contesto attuale, di tassi reali già molto bassi, si rischierebbe la recessione. Perché l'unico modo di bilanciare eventuali ulteriori cali dei tassi sarebbe comprimere redditi e investimenti."Penso che fondamentalmente quello che ho spiegato alla platea è che abbiamo questo mandato di stabilità dei prezzi - ha detto il banchiere centrale a margine della lezione - e che siamo fortemente determinati a garantirlo. Penso che le misure che abbiamo preso siamo molto energiche e che produrranno gli effetti auspicati".E' per questo, ha concluso Praet, che la Bce è intervenuta con decisione e che continuerà a farlo in futuro. Pur sapendo che anche la politica deve fare la sua parte, con le riforme e garantendo stabilità.