Roma, 3 mar. (askanews) - Dopo una gestazione durata più di 10 anni il primo gennaio è entrata in vigore Solvency II, una direttiva europea che fissa nuovi parametri e nuove regole per le compagnie assicurative e le autorità di vigilanza. La sua nascita ha fatto emergere una serie di problematiche legate ad esempio alla gestione del rischio o alla sua eccessiva concentrazione, oggetto di dibattito tra gli addetti ai lavori e che lasciano prefigurare una revisione del nuovo regime. Di questo si è discusso in una conferenza organizzata dall'Ivass, l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, in cui sono stati affrontati vari aspetti della nuova regolazione. Al convegno ha partecipato la presidente dell'Ania, Maria Bianca Farina, che si è soffermata in particolare sullo sbilanciamento generato da una eccessiva esposzione ai titoli di stato verso cui Solvency II porta. (Farina In 23,08-out 23,52"). "Se su un punto vorrei mettere più attenzione - ha detto Farina - è proprio su questo. Cioè mi sembra, vorrei dirlo con forza, molto illogico che si metta un capital charge titoli di stato soprattutto quando l'azienda ha la maggior parte del suo business nello stato stesso. Si arriva al paradosso di fatto di pensare e di valutare la rischiosità dell'impresa minore di quella dello stato in cui opera se si ipotizza che possa sopravvivere a un eventuale defaulti di quello stato".Ma c'è un'altra sfida che le compagnie assicurative si trovano ad affrontare e che rischia di essere un cambiamento strutturale: quello dei bassi tassi di interesse che dunque garantiscono bassi rendimenti. (Farina in 23,55-out 24,43+in 25,15 out 25,26) "Solvency è uno dei cambiamenti importanti che stiamo affrontando ma non è l'unico e nemmeno il più importante. Trovo che oggi il cambiamento più significativo che dobbiamo fronteggiare è la persistenza di bassi tassi di interesse. Questa situazione ci dovrà indurre a cambiare il modo stesso con cui facciamo assicurazione. Questa secondo me è la più grande sfida che abbiamo davanti che si aggiunge a Solvency ma che inq ualche modo la sovrasta".Tuttavia per Salvatore Rossi, presidente dell'Ivass, è positivo che Solvency II limiti fortemente le peculiarità nazionali sia in termini di approccio tra i supervisori nazionali sia in termini di discriminazioni in materia di protezione degli assicurati nell'ottica di una supervisione che sia davvero condivisa a livello europeo. E anche il presidente dell'Ivass ha lanciato il proprio monito sulla sfida rappresentata dai bassi tassi di interesse "che ormai tende ad assumere una connotazione strutturale" tanto da "scuotere fin dalle fondamenta l'intero mondo assicurativo".