Roma, (askanews) - E' grave che nella riforma del Codice degli appalti la fase progettuale non sia stata ritenuta centrale. Lo afferma la Fondazione Inarcassa, ovvero la Cassa nazionale di previdenza e assistenza per gli ingegneri e architetti liberi professionisti, che raccoglie 168 mila iscritti e che lamenta la mancanza, nel decreto legislativo di attuazione della delega per la riforma del Codice, di una disciplina organica degli appalti dei servizi professionali. Del tema si è parlato in un tavolo di lavoro organizzato da Consenso.Sui rischi di tale mancanza, parla il presidente della Fondazione Inarcassa, Andrea Tomasi:"I rischi sono sotto il profilo, diciamo, proprio specifico dell'appalto dei servizi. Un appalto di servizi non correttamente eseguito e non correttamente organizzato, corre il rischio, con il testo che è stato emenato, di essere poco più di quello che ra sempre stato nel passato, cioé avere tutti quei limiti che poi portano a progetti normalmente non qualificati. Possono in realtà riportarci al clima e alle situazioni che negli ultimi dieci anni, aihmé, abbiamo dovuto registrare nel mondo dei lavori pubblici".Gli architetti e gli ingegneri che svolgono la professione da liberi professionisti si augurano ora che la centralità del progetto e in particolare la discliplina degli appalti dei loro servizi possa trovare spazio in sede di emanazione delle linee guida del Codice a cura dell'Autorità nazionale anticorruzione.