Terni, (askanews) - Politica industriale europea, azioni antidumping e nuove regole sulla concorrenza. Sono le tre direttrici per ridare ossigeno al comparto siderurgico secondo Antonio Tajani, ex commissario europeo all'industria e vicepresidente dell'Europarlamento, intervistato da askanews durante un convegno sul polo siderurgico ternano."Serve una politica industriale che veda l'acciaio comeuno dei settori chiave - ha detto Tajani -, se non funziona il settore dell'auto o quello delle costruzioni non funziona neanche l'acciaio. C'è poi il problema della sovraccapacità che è un problema serio: il nostro acciaio costa più di quello cinese anche se la qualità è migliore ma non possiamo permettere che i cinesi, che producono senza rispettare regole ambientali, diritto del lavoro, e con un costo dell'energia molto inferiore, invadano i nostri mercati. Quindi serve un'azione antidumping che permetta alle nostre imprese di sopravvivere"."Detto questo - ha proseguito Tajani -, serve poi avere una strategia complessiva anche di politica ambientale. Insomma, sono tanti i fattori sui quali impegnarci, su quello delle emissioni, sugli aiuti alle imprese energivore, insomma serve una strategia. L'Europa sta lavorando per questo, io mi auguro che il piano sullo'acciaio che avevo fatto approvare dalla Commissione e che è entrato in vigore nel 2013 possa continuare a essere implementato in modo che questo settore chiave possa continuare a creare occupazionee a essere competitivo. Ma per fare questo - ha concluso l'ex commissario europeo all'Industria - serve anche cambiare le regole della concorrenza, non possiamo avere regole della concorrenza superate e dobbiamo concorrere non più a livello europeo ma a livello mondiale, ecco perchè serve dare ad alcune realtà la possibilità di diventare dei campioni europei capaci di vincere la sfida coi cinesi, coi russi, con gli americani".