Venezia, (TMNews) - Le parole hanno un potere rivoluzionario perché "quando si dice 'ti odio' o 'ti amo' a una persona, lo si grida al mondo". E' la filosofia artistica, e esistenziale, che Yoko Ono porta alla Biennale di Venezia in occasione della nascita della Fondazione Bonotto che riunisce le immagini, i video, le foto e i manifesti raccolti dall'imprenditore collezionista legato al movimento artistico Fluxus, di cui Yoko Ono è un'icona.La conversazione aperta al pubblico con l'artista è stata l'introduzione al debutto dell'installazione della performer americana "I'll be back". Immagini, sculture, ma anche suoni e parole ispirati al futurismo italiano con cui Yoko Ono affronta l'universale, lanciando una provocazione all'arte e agli artisti e il particolare, ricordando persone e momenti della sua vita privata. La mostra sarà aperta fino al 28 Giugno allo Iuav di Venezia.A Yoko Ono, musa e compagna di vita di John Lennon, è stata dedicata anche la prima uscita editoriale di Flaneur&Dust, un progetto a cura di Luigi Bonotto e Cristiano Seganfreddo intitolato DREAM, la parola messaggio con cui l'artista riempì decine di città italiane nel 2009.