Milano (askanews) - C'è anche spazio per un ragionamento sul sacro all'interno della XXI Triennale internazionale di Milano. Al Museo Diocesano, infatti, va in scena la mostra "DESIGN behind DESIGN", curata da Marco Romanelli. "Dovendoci occupare del design del sacro - ci ha detto l'architetto - abbiano deciso innanzitutto di stravolgere il titolo, sostituire all'avverbio after il behind, quindi chiederci che cos'è il design oltre il design. Questo significa molto semplicemente domandarci se al di là della forma e della funzione di cui tutti i critici discutono da sempre parlando di design, esiste un altro contenuto nell'oggetto".Oggetti che, nella lettura di Romanelli e di Carlo Capponi, prendono diverse forme, da quelle architettoniche, all'arte nel senso più tradizionale del termine, dalla produzione di veri e propri strumenti per il culto fino a una stanza interamente dedicata alla musica.Il punto focale dietro alla curatela della mostra è, in linea anche con il luogo che la ospita, la ricerca dell'intensità, che però Romanelli intende in modo assolutamente non esclusivo. "L'intensità nel sacro - ha aggiunto - è il valore di chi crede, ma indipendentemente da questo esiste un valore dell'oggetto. Perché il design non è merce, è un lavoro di progetto, sofisticato attento, che è destinato a durare nel tempo. In questo senso ogni oggetto di design è sacro, anche quelli che non hanno un uso liturgico".Una sacralità che passa attraverso le Crocifissionidi Lucio Fontana o il ritratto del Cardinal Schuster di Fausto Melotti, ma anche le foto di Gabriele Basilico o di Giovanni Chiaramonte. Scatti in grado, come gli oggetti, di proiettarci oltre le semplici apparenze delle cose.