Milano (askanews) - Dal 2 aprile al 26 giugno i visitatori della XXI Triennale di Milano sono stati 325.427, con 99.625 biglietti emessi, il che significa che oltre 225mila persone hanno visitato le mostre e gli eventi a ingresso libero. Sono questi i numeri principali che il presidente della Triennale, Claudio De Albertis, ha presentato alla stampa in concomitanza con l'inaugurazione dello spazio MINI creative area nel foyer del Teatro dell'Arte.

Numeri che la Triennale giudica positivamente, anche in ragione dell'obiettivo complessivo e "ambizioso" posto prima dell'apertura che puntava a 500mila presenze complessive. Le numerose sedi espositive in città sono state probabilmente uno dei punti di forza della XXI, ma anche, da altri punti di vista un limite su cui riflettere in vista della XXII edizione.

"Sicuramente - ha detto De Albertis - è stato uno sforzo molto forte, sicuramente adesso, pensando alla XXII edizione stiamo riflettendo sulla formula, stiamo riflettendo fortemente, perché devo dire che lo sforzo a cui siamo stati chiamati è stato veramente molto forte e il rischio di perdere un po' il filo conduttore c'è sicuramente".

Anche perché non tutte le sedi scelte per le mostre e gli eventi godono della stessa attenzione e se nella sede della Triennale tanto "Neo Preistoria - 100 verbi", quanto la nona edizione del Triennale Design Museum e la mostra "Stanze" hanno superato i 30mila visitatori oppure in Pirelli Hangar Bicocca "Architecture as Art" ha sfiorato i 65mila, altrove le cifre sono rimaste più basse.

"Ci sono degli spazi - ha aggiunto De Albertis - che io reputo bellissimi e che i milanesi, e non solo, hanno dimenticato. Noi abbiamo cercato di esserci anche perché crediamo nella collaborazione tra istituzioni e quindi abbiamo cercato di fare uno sforzo per renderli di nuovo noti, vivi e attraenti. E' chiaro che è diverso parlare di alcuni spazi rispetto ad altri".

Per questo in vista della XXII Triennale, sul cui tema non trapela alcuna indiscrezione, De Albertis pensa di confermare la formula diffusa, circoscrivendola però a 4 o 5 location più grandi. Un discorso a parte poi lo merita "City after the City", l'esposizione allestita nell'ex area Expo, ora denominata EXPerience.

"Parlare di circa 15mila visitatori per pochissimi weekend dall'apertura - ha commentato De Albertis - mi sembra di grande successo".

Un successo che, per quanto il paragone sia relativo, si può dedurre anche dal confronto con le precedenti Triennali: a fronte della partecipazione di massa sotto il fascismo, nessuna edizione dopo il 1940 è andata oltre i 230mila visitatori. E nel 1996, quando la durata è stata inferiore ai tre mesi, ci si era fermati a 26.464.