Milano (askanews) - Il grado zero della fotografia. Un po' come faceva Roland Barthes in letteratura, anche William Klein - uno dei fotografi più importanti del Novecento - da sempre va alla ricerca dello scatto più puro, libero dalle sovrastrutture. E per ottenerlo, questo scatto, ha girato il mondo con una fotocamera in mano, senza abbandonarla neppure adesso - 88enne - mentre interviene all'inaugurazione della sua mostra ospitata a Palazzo della Ragione a Milano con la curatela di Alessandra Mauro, che così presenta l'esposizione. "E' un percorso unico - ci ha detto - fatto di tante stanze, ognuna con un focus su un argomento particolare, ma da una stanza all'altra c'è un intrecciarsi di immagini, di visioni, di temi ricorrenti. Ed ecco che questo suo percorso all'interno della visione riesce a mischiare, a sovrapporre, a far parlare e a unire insieme la pittura, la scultura, la fotografia, il cinema, in un modo sempre unico, innovativo, controcorrente, come in fondo è stato lui".

Nella mostra, significativamente intitolata "Il mondo a modo suo", ecco i luoghi e le tecniche molto particolari con cui Klein si è cimentato, dalle prime opere astratte ispirate alle avanguardie, fino ai celebri lavori della serie Contatti dipinti, mix di fotografia e pittura che diventano qualcosa di diverso. "Se noi consideriamo - ha aggiunto Alessandra Mauro - che l'arte contemporanea è appunto questa commistione, questo sovrapporre strati e anche modalità di rappresentazione, lui è un artista a tutto tondo".

Una dimensione di artista contemporaneo che emerge forse ancora più chiaramente nei film di William Klein, come nel caso di Mister Freedom del 1969, testimonianza di una ricerca estetica che aveva più di un piede nello spazio normalmente ascritto all'arte. E che rende la storia di Klein uno di quelle trasversalità cruciali per capire l'estetica del nostro presente.

La mostra a Palazzo della ragione resterà aperta al pubblico dal 17 giugno all'11 settembre.