Roma (TMNews) - Un film che racconta l'epopea di un elettricista rivoluzionario che cambiò il corso della storia del Novecento: a 88 anni il maestro del cinema polacco Andrzej Wajda rende omaggio al leader di Solidarnosc con "Walesa - L'uomo della speranza", nei cinema dal 6 giugno. Nel giugno di venticinque anni fa si tennero le prime elezioni libere in Polonia, ma gli scioperi nei celebri cantieri di Danzica da cui nacque la ribellione al regime comunista cominciarono nel 1970. Il racconto di Wajda parte proprio da lì, ricostruisce 20 anni di vita privata e pubblica di Walesa, tenendo come filo conduttore l'intervista che Oriana Fallaci fece al leader di Solidarnosc nel 1981. Dopo che le proteste del 1970 furono soffocate nel sangue Walesa capì che bisognava organizzare la rivolta. Nel '79, quando tenne il suo discorso di fronte al cantiere navale, era evidente che sarebbe diventato lui il leader della rivolta anti-regime: divenne il leader del primo sindacato libero, Solidarnosc, e quando tornò dall'anno di internamento dopo l'istituzione della legge marziale dell 81, fu accolto in trionfo. Con l'assegnazione del premio Nobel nell'83 si aprì definitivamente la strada alla sua rivoluzione pacifica, la prima che portò al crollo del blocco comunista. Il film è una ricostruzione un po' didascalica di vent'anni di vita. Solo nel confronto con la Fallaci il regista fa però emergere il vero Walesa: un uomo forse un po' rozzo ma che ebbe l' intuito di capire che qualcosa poteva cambiare, e la tenacia e il carisma necessari per convincere anche i suoi connazionali.