Roma (TMNews) - Un omaggio al coraggio di una donna che difese contro tutti la sua libertà di pensiero: è il film di Magarethe Von Trotta "Hannah Arendt", nelle sale italiane per il Giorno della Memoria. La pellicola racconta gli anni in cui la filosofa ebrea tedesca fu mandata dal "New Yorker" a seguire il processo a Eichmann a Gerusalemme. Alla regista interessava mettere in contrapposizione queste due figure."Lei è una che descrive in altro modo la nostra storia del nazismo. Dunque mi interessava anche di avere Eichmann da una parte e lei dall'altra: due persone, nate nello stesso anno, 1906, una ebrea e l'altro non ebreo, che fanno una stessa strada insieme poi diventano in un certo modo avversari. Sono due facce della Germania".Nei suoi articoli la Arendt scrisse della cooperazione con i nazisti di alcuni capi ebrei e descrisse Eichmann come un ottuso burocrate. Questa rilettura destò molte polemiche e la rese obiettivo di feroci critiche."Non è che lei cerca di essere sempre in contraddizione, sono gli altri che sono in contraddizione con lei. Non è che vuole essere provocatoria: lei cerca la verità, cerca di capire. La sua frase principale era sempre: Io voglio capire".