Roma (askanews) - I fratelli Coen all'ultimo festival di Cannes gli hanno assegnato il premio come miglior attore per un film sul dramma della disoccupazione: Vincent Lindon, in occasione dell'uscita de "La legge del mercato", è venuto in Italia a presentarlo e ha parlato con passione di questo ruolo di operaio 50enne e della spietatezza del mercato del lavoro oggi."Il soggetto del film riguarda tutto il mondo: i fratelli Coen hanno capito subito di cosa si trattava. Questo vuol dire che questo problema è tragico, perché ovunque i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri, non solo in Francia".Lindon ha confessato di conoscere molte persone che vivono lo stesso dramma e di aver voluto portare sullo schermo non solo la disperazione ma anche la dignità di quelli che non si arrendono. Ma è totalmente sfiduciato nella capacità della politica di risolvere i problemi nel suo Paese. "La cosa tragica è che se gli uomini politici hanno bisogno di un film per svegliarsi, noi non abbiamo bisogno di loro. Ogni tre mesi dovrebbero essere obbligati a vivere una giornata come la gente comune. Abbiamo mostrato il film al ministro del lavoro a Parigi e lo guardava così..Conosceva i problemi, ma sullo schermo li vedeva.. e questo è molto triste. E' per questo che nella politica ci sarebbe bisogno di persone che vengano dalla società civile, che vengano da ambienti diversi, che sappiano veramente cosa succede".Lindon, attore "engagé", in un film come "Welcome" aveva portato sullo schermo il dramma dell'immigrazione, ed è fortemente convinto della necessità di film politici: "Penso che il cinema cambi le persone nel senso che le aiuti a comprendere situazioni che non conosce, mentre la musica può essere un balsamo per il cuore, per esempio... Penso che le grandi opere, i buoni film, i buoni libri possano risvegliare le coscienze, anche se queste sono addormentate. Credo che possano modificare, lentamente, un essere umano".