Milano (askanews) - Enrique Vila-Matas è uno dei grandi nomi della letteratura contemporanea e uno dei più interessanti sperimentatori di nuove forme di narrazione, sospese tra la pura fiction e la riflessione teorica sulla scrittura stessa. Lo abbiamo incontrato in Hangar Bicocca a Milano, dove ha presentato il suo ultimo libro, "Kassel non invita alla logica", edito da Feltrinelli. "Io - ci ha detto - cerco un tipo di narrazione diversa che sarebbe una finzione di tipo ibrido nella quale i generi si mischiano e interagiscono tra loro".Sia che parli di arte contemporanea, come nel caso dell'ultimo libro, sia che ragioni su Kafka o altri grandi scrittori del passato, Vila-Matas mette sulla pagina qualcosa che senza dubbio è grande letteratura, ma profuma anche di diverso. "Scappo dalla narrazione tradizionale - ha aggiunto - perché penso che sia già stata fatta, è qualcosa che già si è realizzato. Ha raggiunto la sua apoteosi con Flaubert, che ha portato il romanzo a un limite estremo oltre il quale non è possibile andare".La scrittura, però, almeno nei casi di alcuni grandi autori, riesce sempre ad andare un passo più in là. E quando gli chiediamo che cosa sia la verità per lui, Vila-Matas risponde così: "C'è una approssimazione alla verità, un avvicinarsi a una verità che è però sempre relativa, non pretendo di essere l'unico depositario della verità, sarei uno stupido. Non c'è una sola teoria letteraria perfetta - ha concluso il romanziere - ogni teoria è relativa e vive perché ha degli avversari... Io credo che si faccia arte per cercare felicità, per esprimere la propria relazione con il mondo".