Milano (Askanews) - I grattacieli a Milano sono uno degli elementi di forza della città lombarda e la loro costruzione dimostra che anche in Italia la mentalità può cambiare. Ne è convinto l'architetto e direttore scientifico di Domus Academy Italo Rota, milanese di ritorno, cha parla dell'importanza di edifici come la Unicredit Tower, il Bosco verticale o il palazzo Isozaki a CityLife per il valore complessivo della città meneghina."L'attrattività di Milano - ha spiegato ad Askanews - sta nel fatto che minimamente le cose funzionano, che le persone hanno un comportamento non violento rispetto alla contemporaneità, non sono in una fase ostile. E dall'altro lato accettano che si debba perdere qualcosa per continuare nel futuro a rimanere in un luogo. Quando dico perdere qualcosa per gli italiani mi riferisco a un fatto molto semplice: che a Milano si siano costruiti i grattacieli".Grattacieli che, per la prima volta nel nostro Paese, hanno creato un vero e proprio skyline sul modello delle metropoli americane ed europee. Ma che anche, nella lettura di Rota, testimoniano come la cittadinanza sia arrivata ad accettare l'idea di una rinuncia che serve però al futuro della collettività."E' chiaro - ha aggiunto l'architetto - che per molti italiani la visione dei grattacieli significa perdita, una corruzione del landscape del passato, che tra l'altro era sempre accettato a patto che fosse fatto dalla speculazione o dalla bruttezza. Questo è proprio un passaggio interessante".Una svolta dunque che, a quattro mesi dall'apertura dell'Expo, rappresenta un primo passo verso una diversa consapevolezza della città su se stessa e, al tempo stesso, un avanzamento verso un futuro più contemporaneo e, per molti versi, anche più sostenibile.