Parma (TMNews) - E in questa raccolta locanda gestita dai genitori sui colli di Roncole, oggi Roncole Verdi, in provincia di Parma, che il 10 ottobre 1813 vide la luce Giuseppe Verdi. Peppino, come lo chiamavano i suoi, si fece le ossa sull'organo della chiesa del villaggio per essere poi adottato da un possidente di Busseto che gli permise di seguire studi musicali più solidi, lanciandolo nell'olimpo della musica internazionale.Acceso patriota, Verdi finì per sovrapporre il suo genio alle vicende del Risorgimento che avrebbe portato all'unità d'Italia diventando e rimanendo un'icona nazionale. Come ricorda Gianpaolo Laurini, pittore di Busseto."Per noi gira per le strade, abita ancora la sua villa. Noi conversiamo ancora con Verdi, abbiamo ancora un rapporto di scambio di idee e di opinioni. E litighiamo anche con Verdi".Tra musica e Risorgimento, la carriera dell'autore delle arie immortali della Traviata, di Rigoletto, l'Aida, il Nabucco, Il trovatore e di una ventina di altre opere decollò definitivamente permettendogli di acquistare terreni e ville nella sua amatissima Emilia-Romagna. Ma non dimenticò di finanziare il teatro municipale di Busseto e una grande dimora a Milano con lo scopo di tutelare anziani musicisti in difficoltà che ancora oggi continua a operare.Per celebrare il bicentenario della nascita del "Cigno di Busseto" circa 200 città in tutto il mondo hanno deciso di rendergli omaggio mettendo in scena le sue opere mentre a Parma, per tutto il mese di ottobre, gli sarà consacrato un festival speciale dove si rincorreranno melodie senza tempo come il "Va pensiero o quel "Requiem" messo in scena dall'orchestra sinfonica di Chicago diretta da Riccardo Muti.(Immagini Afp)