Mantova (askanews) - Una città, lettori e scrittori a confronto diretto, ma senza confusione di ruoli. Il Festivaletteratura compie vent'anni, in questa Mantova che nel 2016 è anche la capitale della Cultura italiana, e ancora una volta rinnova le giornate di incontri, spettacoli, proiezioni, workshop e feste intorno a tutto ciò che sono i libri. Una formula che ha fatto scuola e che, dopo due decenni, guarda ovviamente a quanto successo nel passato, ma con una tensione costante verso quello che ancora si potrà fare. Come testimonia Marzia Corraini, storica rappresentante del comitato organizzatore del festival.

"Sono vent'anni - ci ha detto - che costruiamo un festival che pian piano con il cambiare del mondo è proprio cambiato. Ci siamo ben resi conto che abbiamo noi dato origine a un modo di affrontare la cultura e gli eventi culturali un po' diverso da quello che c'era prima. In un ringraziamento poco fa sul festival c'è chi ha parlato di un prima di Festivaletteratura e di un dopo Festivaletteratura. E' bello come discrimine".

L'edizione 2016 di Festivaletteratura torna a concentrarsi sulla scrittura, in particolare su quella radicata nella vita - e in questo senso è perfetta la presenza di una grandissima autrice come Edna O'Brien - e quella che affonda nel presente, sia esso fatto di confini che cadono o vengono oltrepassati oppure di una sempre più necessaria consapevolezza delle sfide ambientali del nostro mondo.

"Per noi - ha aggiunto Corraini - è sempre fondamentale parlarne, ragionando, sentendo gli esperti, e poi ognuno di coloro che viene al festival, come sempre, e i credo che il festival abbia questa grande caratteristica, se ne farà una sua opinione".

Nei cinque giorni del festival si parlerà anche di scienza, di videogame, ci saranno i consueti e ampi spazi dedicati ai bambini, oltre che una riflessione sulle domande che i grandi autori della letteratura universale - siano essi Shakespeare o Jorge Luis Borges - continuano a sollevare anche oggi.

"Sicuramente - ha concluso l'organizzatrice - la lezione della letteratura e della cultura si intrecciano con l'essere dell'uomo, quindi pur cambiando gli anni ci sono sempre degli elementi che rimangono gli stessi".

E così, quello che succede realmente nella kermesse mantovana, che lo scorso anno ha attirato complessivamente 125mila spettatori, è, al netto del rituale di presenzialismo che continua ad affascinare il pubblico italiano, il rinnovarsi dello strano miracolo della letteratura. Semplicemente e incredibilmente.

Con una piccola richiesta: "Tutto, basta che non piova".