Venezia (askanews) - Una trama, a volte illogica e poco chiara che lascia l'amaro in bocca allo spettatore: è la bocciatura pressochè unanime della critica al film sudafricano "The Endless River" di Oliver Hermanus che è stato presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia. Due vicende parallele si intrecciano con una storia d'amore mista a un thriller un mix di sentimenti positivi, vendetta e rabbia.Tiny è una giovane cameriera sudafricana che si prepara ad accogliere nuovamente il marito, dopo quattro anni passati in carcere. La famiglia di uno straniero di nome Gilly che abita vicino casa sua viene sterminata. Questo fatto causerà un rapido avvicinamento tra la donna e Gilly, sconvolto e rabbioso dopo la morte dei propri cari."Ho due figlie e la storia di questo padre che perde la famiglia mi ha toccato profondamente, per questo ho voluto fortemente fare questo film", racconta l'attore protagonista Nicolas Duvauchelle.A far da sfondo alla storia, la questione degli assalti alle fattorie sudafricane le cui motivazioni razziali sono controverse e in base alle quali Hermanus crea volutamente un'ambigua immagine del pregiudizio.(immagini afp)