Mantova (askanews) - La capitale italiana della cultura allarga il proprio sguardo fino ad abbracciare tutto il mondo. A Mantova si è aperta una tre giorni dedicata ai siti lombardi inseriti nel Patrimonio dell'Unesco, per ragionare sull'esperienza che è stata fatta finora e ipotizzare scenari per il futuro. A rappresentare la Regione al teatro Bibiena l'assessore alle Culture, Identità e Autonomie, Cristina Cappellini.

"Dalle incisioni rupestri della Val Camonica - ci ha detto - al villaggio operaio di Crespi d'Adda, dal Cenacolo alle radici spirituali legate al percorso dei Sacri Monti, sono tutti elementi identitari che connotano i nostri territori, e che sono patrimonio dell'umanità".

Un Patrimonio di cui è parte anche Mantova - insieme a Sabbioneta con cui divide pure le location del convegno - e a fare da padrone di casa c'era il sindaco della città dei Gonzaga, Mattia Palazzi.

"Insieme - ha spiegato il primo cittadino - stiamo ragionando su cosa significa valorizzare i patrimoni, su cosa significa essere siti Unesco, su quali prospettive e criticità ci sono. Però riuscire a mettersi insieme su questo ragionamento e ragionare anche sugli investimenti è fondamentale".

Un elemento decisivo, che i tanti soggetti presenti al convegno mantovano hanno unanimemente ribadito, è proprio quello del fare sistema anche intorno alla cultura, partendo dal sostegno economico, ma puntando forte anche sulla valorizzazione e la promozione dei Beni.

"Nella nuova legge sulla Cultura che abbiamo approvato in Consiglio regionale - ha concluso l'assessore Cappellini - c'è proprio questo: agire facendo rete sui territori per sostenere sempre di più i siti già riconosciuti, ma anche le nuove candidature, perché comunque abbiamo diverse candidature che hanno tutti i numeri e le carte in regola per avere a breve riconoscimenti da parte dell'Unesco".