Milano (TMNews) - Una piccola fiera alla Fabbrica del Vapore di Milano per guardare allo stato del movimento contemporaneo, con un occhio curatoriale. E' questo l'intento della Step Art Fair, andata in scena nel capoluogo lombardo, e curata dal critico d'arte Valerio Dehò."L'idea ancora una volta - ci ha spiegato - è quella di mettere a confronto l'arte con la società, con il nostro tempo. Un'arte completamente isolata, completamente autonoma e svincolata da quello che le succede attorno è sempre un'arte che rischia l'asfissia, rischia di morire da sola".Il focus della fiera, che si è confrontata direttamente con il MiArt, era incentrato sui giovani. E sulle possibilità di mercato ad essi collegate, come spiega l'organizzatrice Ilaria Centola."Puntare sugli artisti giovani - ci ha detto - in questo momento secondo me è una cosa da fare, è una cosa intelligente. Il mercato del contemporaneo puro, del contemporaneo giovane, è lasciato secondo me più a chi si affaccia a questo mondo per la prima volta".Dalla fiera è poi emersa anche una riflessione su Milano come città creativa e sul suo ruolo di traino culturale, anche in vista dell'Expo 2015."L'energia c'è - ha concluso Dehò -, il cambiamento c'è. C'è anche una grande vitalità, e questa la devono scoprire anche gli stessi milanesi, che spesso non hanno la percezione positiva della propria città, e invece secondo me dovrebbero averla".