Pompei (askanews) - Studiare la morte per capire la vita. A Pompei un progetto di ricerca internazionale sta portando alla luce nuovi reperti, fra cui una rara tomba di neonato, nell'area di Porta Nola, con l'obiettivo di ricostruire attraverso gli oggetti e i resti funerari, la civiltà che abitava qui prima di essere cancellata dall'eruzione del Vesuvio del 79 d.c. Il soprintendente Massimo Osanna."Qui lavorano non solo archeologi ma antropologi, per capire chi era la popolazione, le patologie, l'età di morte, ricostruire dal punto di vista sociale questa comunità italica su cui molto si sa, ma sfuggono tantissimi datiScavi interdisciplinari, dunque, e internazionali, per la presenza di studiosi della "British School" di Roma, del Dipartimento di archeologia dell' "Ilustre Colegio Oficial" e del Museo di Preistoria di Valencia."Al di là dei problemi serissimi di conservazione di Pompei su cui ci stiamo impegnando - ha sottolineato il soprintendente - la ricerca continua".