Roma (TMNews) - Le città sono organismi vivi, e Gabriele Basilico ne indagava la vita e le trasformazioni. Al Maxxi di Roma una mostra celebra il grande fotografo da poco scomparso e il suo rapporto con il museo del XXI secolo. La curatrice, Giovanna Calvenzi e Francesca Fabiani: "Nasce dalla collaborazione che Gabriele Basilico ha avuto con il Maxxi, per molti anni, da prima ancora che il Maxxi venisse inaugurato...Il Maxxi ha voluto dedicare questo ricordo a Gabriele proprio testimoniando questa collaborazione che c'è stata fra di loro". La curatrice Francesca Fabiani: "Basilico è stato in quella generazione di autori uno dei più importanti che sul finire degli anni 70 si è interrogato sulla forma, sulla reale connotazione del paesaggio urbano, che si stava fortemente modificando in quegli anni, senza enfasi, senza troppo interpretare ha cercato di capire il corpo delle città. Cercare un'obiettività di sguardo, tentare di definire i luoghi che abitiamo, i luoghi che viviamo. Non c'è mai un indugiare morboso sul trauma della città, ma sempre il tentativo di capire l'essenza di quel luogo"