Roma, (askanews) - Una lettera manoscritta di Richard Wagner al filosofo francese Edouard Schure riaccende in Israele il dibattito sul grande compositore tedesco, considerato in quel paese il simbolo della cultura a cui si abbeverò l'ideologia nazista.

Nella lettera, datata 25 aprile 1869, Wagner parla dell'influenza corrosiva dello spirito ebraico nella cultura moderna, sostenendo che l'assimilazione degli ebrei in Francia impediva al filosofo di accorgersene. Tesi simili a quelle sostenute dal compositore nel suo pamphlet "Il giudaismo nella musica".

La lettera è stata venduta all'asta. Il proprietario Meron Eren: "Le lettere di Wagner sono pezzi da collezionista perché era un grande musicista. Ma questa lettera viene venduta a un prezzo più alto per via del suo argomento; è una lettera molto insolita. Abbiamo già un rialzo di prezzo, molte persone che mostrano interesse e dei privati che vogliono capire cosa dice.

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"Noi trattiamo oggetti che hanno a che fare con la storia di Israele e tutto quello che concerne l'antisemitismo e l'Olocausto ne fa parte. Penso che una casa d'aste tedesca non avrebbe potuto venderla. Per noi ebrei di Gerusalemme tanto di guadagnato.

In Israele non è ufficialmente proibito eseguire musica di Wagner, ma di fatto le orchestre e i teatri d'opera boicottano il compositore dell'Anello dei Nibelunghi; ignorarlo è tanto più facile perché non ne hanno mai ascoltato la musica.