Milano (askanews) - L'arte di Piero Manzoni, il creatore dei quadri bianchi "Achrome" e della celeberrima "Merda d'artista", è diventata un'icona globale, ma intorno alla figura del prolifico e rivoluzionario enfant terrible del contemporaneo gli studi non si fermano e il ritratto dell'artista si va precisando in molti nuovi aspetti. A Palazzo Reale a Milano è andata in scena una giornata di studi su Manzoni, corata dalla nipote Rosalia Pasqualino di Marineo e da Flaminio Gualdoni."Per un artista che in così pochi anni ha realizzato opere così diverse all'interno di un unico pensiero - ci ha detto il professore - è importante che ognuna di queste singole facce sia analizzata, ed è proprio quello che da questo convegno in poi, ma già da qualche anno la nuova generazione di studiosi sta facendo".Le provocazioni e le performance di Piero Manzoni, dalle uova con le impronte digitali alla firma dei corpi delle modelle, dai palloncini con il "Fiato d'artista" alle linee lunghe chilometri, a inizio anni Sessanta venivano guardate quasi come folklore, ma oggi la valutazione è molto diversa."Oggi a distanza di tempo - ha aggiunto Gualdoni - e con le conoscenze acquisite nel frattempo abbiamo la misura del fatto che era in atto un mutamento radicale nel modo di concepire la territorialità dell'arte, il suo stesso ambito di pratiche e di esposizioni. Da questo punto di vista quelle operazioni che apparivano così fuori dal comune di Manzoni si sono rivelate quelle decisive".