Francoforte (askanews) - Un laureato su quattro in Italia non legge neanche un libro all'anno e il 39,1% della classe dirigente fa lo stesso. Sono numeri disarmenti, che emergono dal nuovo Rapporto sullo stato dell'editoria in Italia dell'Associazione italiana editori, presentato alla Buchmesse di Francoforte. E il presidente dell'Aie, Federico Motta, su questo dato ha puntato con decisione e una punta di polemica. "La nostra classe dirigente - ci ha spiegato - non legge, chi dice che non legge: lo dicono i numeri. Se in Francia e in Spagna il dato è del 17% della classe dirigente che non legge un libro all'anno, in Italia è del 40%, forse un motivo c'è. E c'è forse anche un motivo non solo legato alla lettura, che sarebbe il meno, ma a tutte le scelte politiche, sociale e culturali di questo Paese".Scelte che, per gli editori, riguardano le politiche di sostegno alla lettura, ma non solo. E Laura Donnini, amministratore delegato di Rcs Libri nonché membro del comitato di presidenza dell'Aie, invita tutti, a partire dagli editori, a prendere atto della situazione e ad agire di conseguenza. "Il livello della nostra classe dirigente purtroppo è scarso - ci ha detto - siamo noi che dobbiamo dare l'esempio".