Milano (askanews) - Arte a tutto campo, intorno all'idea shakespeariana di digestione della creatività. No Food's Land è il tema della 17esima Mediterranea, la biennale riservata agli artisti under 35 che celebra i propri trent'anni di vita negli spazi della Fabbrica del Vapore di Milano. A confrontarsi, con la curatela di Andrea Bruciati, idee e lavori provenienti da tutta l'area del Mediterraneo, che finalmente qui ci appare nel suo essere ancora una culla di progetti e cultura, declinata con forte senso del contemporaneo.L'idea di fondo dell'esposizione è che la pratica artistica può essere accostata all'assimilazione del cibo da parte del corpo, che lo trasforma in nutrimento. E i diversi modi in cui il concept si declina nei lavori esposti mostrano sia l'attenzione degli artisti invitati alle più recenti evoluzioni dell'arte, sia la consapevolezza, potremmo dire ben digerita, della lezione storica degli ultimi decenni. Infatti, se la sensazione che si prova guardando molti dei lavori esposti è quella di una certa freschezza, anche nei casi in cui ci si rifà a modelli importanti e ben noti, i risultati sono intriganti e consapevoli, non frutto di una mera riproposizione di un cumulo di macerie piuttosto che di una catasta di cassette alimentari.Molti video, meno pittura, arti applicate, moda, ma anche musica e gastronomia per un totale di 300 creativi. Il piatto che Mediterranea 17 offre al pubblico è ricco e meno prevedibile di quanto talvolta certe manifestazioni collettive finiscono con il proporre. Come se il riferimento al mare da cui parte la manifestazione abbia dato anche agli artisti e ai lavori selezionati la capacità di rimanere inquieti e in movimento, proprio come le onde del Mare Nostrum.E in No Food's Land, che propone anche cinque progetti speciali, ci si potrà tuffare dal 22 ottobre al 22 novembre, sempre nell'ambito di Expo in città.