Milano (askanews) - Una "Mela reintegrata" per fare pace con il frutto primordiale e, in qualche modo, saldare la frattura apertasi nel Paradiso terrestre ai tempi di Adamo ed Eva. E' questo il senso della grande scultura di Michelangelo Pistoletto, che viene collocata in piazza Duomo in concomitanza con le prime giornate di Expo: un "Terzo Paradiso" che dialoga con il luogo e le persone. "Nello spazio pubblico - ci ha detto Pistoletto - per me bisogna parlare, l'arte deve parlare, deve dire delle cose. Non soltanto la forma, ma il contenuto, il significato".Il progetto è curato da Cittadellarte - Fondazione Pistoletto in collaborazione con il Fondo Ambiente Italiano, rappresentato dal vicepresidente esecutivo Marco Magnifico. "Le idee - ha detto dal palco - non si possono ingenerare se non c'è un lavoro comune, se non c'è un lavoro costruttivo di tante forze della collettività che lavorano insieme".Pistoletto in particolare ha voluto sottolineare come da un morso che ci ha allontanati dal Paradiso, ora si possa immaginarne un altro che invece faccia da ponte, da comunione e non da divisione tra gli uomini. "Rimettiamo la natura e la tecnologia, la scienza in condizione di capirsi - ha concluso l'artista - di formare un nuovo mondo. Quindi reintegriamo questa mela, quindi il morso d'ora in poi può essere reintegrato".La "Mela reintegrata" resterà esposta in piazza Duomo a Milano dal 3 al 18 maggio, e poi verrà definitivamente donata alla città.