Roma, (askanews) - In un'intervista concessa ad askanews nella sua casa romana, a due passi da Campo de' Fiori, in occasione dell'8 marzo, la scrittrice e giornalista femminista Adele Cambria, scomparsa il 5 novembre a 84 anni, afferma che 'la ministra' o 'la presidente' sono termini che dovrebbero entrare nell'uso comune.Sono passati diversi decenni da quando la linguista Alma Sabatini, scrisse "Il sessismo nella lingua italiana" (1987), eppure la lingua italiana non riesce a uscire dai suoi schemi maschilisti, secondo la scrittrice amica di Pasolini.Cambria ricorda la contestazione scoppiata attorno a "ministra", che ricorda "minestra", mentre la stessa Nilde Iotti insisteva a farsi chiamare "il presidente" della Camera dei deputati, invece che "la presidente" e le innumerevoli serate passate alla Casa delle donne occupata a Roma a discutere de "il clitoride" o "la clitoride"...