Rho (askanews) - Per quasi due mesi era una sorta di ibrido, ma ora la grande ruota che caratterizza il padiglione della Bielorussia a Expo 2015, storico progetto di Fabrizio Plessi, si è completata ufficialmente con l'inserimento del video realizzato dall'artista. Dopo aver controllato il corretto funzionamento dell'installazione, che unisce, come è tipico del suo lavoro, strutture arcaiche e tecnologia, Plessi ci ha raccontato che cosa rappresenta l'opera."E' una vecchia ruota della mia memoria storica - ci ha detto - e il fatto che la Bielorussia abbia fatto una collina che si apre e dentro a questa collina che è la natura ci sia una ruota tecnologica, non può che farmi piacere, anche perché in fondo non è altro che la metafora della mia vita".All'interno della struttura scorre l'acqua, elemento chiave della poetica di Plessi, che si aggiunge ai già molti artisti che sono presenti con loro lavori all'Esposizione universale milanese. E il suo ragionamento sull'evento non scivola nell'agiografia."L'Expo - ha aggiunto Plessi - è sempre una grande fiera, però non bisogna sottovalutarla, perché tra migliaia e migliaia di persone che vedono questa fiera, ce ne saranno sempre due-trecento o quattrocento che la vedono con occhi diversi".In fondo, anche nel caso delle grandi strutture come questa ruota bielorussa, l'emozione dell'arte contemporanea sta sempre di più nello sguardo dello spettatore. Anche in quella fremente riproduzione del mondo che l'Expo 2015 prova a essere.