Amman, (askanews) - "La Giordania è un paese che ha avuto a che fare con tutte le civiltà del mondo antico, era ed è ancora oggi un miscuglio, un rifugio sicuro per tutti i paesi che le sono vicini". Un museo per essere non solo contenitore culturale ma anche testimonianza di apertura e di unione dei popoli attraverso storia e tradizioni. Si presenta così, nelle parole del suo direttore generale, Ihab Amarin, nella traduzione del funzionario dell'Ente del turismo, l'architetto Fuad Tarawneh, il Jordan National Museum.Diecimila metri quadrati per raccontare il passato, presente e futuro della Giordania, una vera porta d'ingresso ad un paese ricco come pochi di vicende che formano, da migliaia di anni, la base stessa della cultura del mediterraneo, dai biblici regni come quello Moabita fino ai Nabatei di Petra. Percorrendo la storia dell'umanità, dal paleolitico e la scoperta dell'arte con le prime statue antropomorfe di Ain Ghazl, agli insediamenti agricoli poi divenuti città stato e domini greci e romani, come Jerash. Recentissima l'inaugurazione, si guarda già alla terza fase di sviluppo. Intanto l'offerta si arricchisce con mostre temporanee (quella su Petra è fino al prossimo giugno) e la proposta interattiva per adulti e bambini. Alla scoperta, ad esempio, di come viveva, e vive, un beduino del deserto.