Milano (askanews) - Mecenate, spirito libero, grande viaggiatrice e soprattutto collezionista d'eccezione. Un documentario della regista francese Lisa Immordino Vreeland prova a rendere giustizia alla figura di Peggy Guggenheim, una collezionista attenta e aperta al nuovo che dedicò all'acquisto di opere tutta la vita, senza mai smettere nemmeno durante la Seconda guerra mondiale, accumulando capolavori d'arte cubista, astratta e surrealista. Il suo ruolo nella storia dell'arte è stato troppo spesso incompreso, viene ricordata più per la vita sentimentale burrascosa e i tre mariti che per tutto quello che ha fatto, compresa la sua importanza nella nascita dell'espressionismo americano, anche sostenendo e dando credito ad artisti come Jackson Pollock agli esordi."Peggy Guggenheim ha collezionato artisti ai suoi tempi considerati minori - spiega la regista - Non erano conosciuti ma lei ha voluto seguire i suoi principi, ha voluto costruire una collezione a partire da zero. E' incredibile pensare che abbia voluto condividerla col mondo. È diventata una mecenate nell'arte in un momento in cui non ce ne erano ancora molti. Mi piace molto questo suo volere rendere pubblica la collezione di cui beneficiamo ancora tutt'oggi".Le opere raccolte da Peggy Guggenheim, che morì nel 1979 a 81 anni, sono conservate a Palazzo Venier dei Leoni a Venezia, testimonianza eterna del suo impegno per l'arte e la bellezza.