Milano (Askanews) - "Io ho avuto un atteggiamento critico da quando ero ragazzo a oggi. L'ho sempre conservato e rappresenta il mio modo di essere e di fare". Ugo La Pietra, progettista eclettico e per molti versi impossibile da classificare, si presenta così all'inaugurazione della mostra che la Triennale di Milano gli dedica, prima grande monografica sul suo lavoro. "Progetto disequilibrante" è un viaggio nelle molteplici forme della creatività di La Pietra, creatore e umanista."Ho sempre lavorato - ci ha detto il progettista - al di fuori del sistema, quindi non ha avuto dei grandi condizionamenti, mi sono mosso sempre con molta libertà, e questo aiuta molto a capire, a leggere le cose, quindi con la mente sgombra ma comunque attenta".La direttrice del Triennale Design Museum, Silvana Annichiarico, definisce La Pietra "inafferrabile e lungimirante", ma questa indipendenza ha avuto un suo prezzo. "E' una scelta di libertà - ha aggiunto - che, chiunque può capire, costa l'ira di Dio, anche tra i miei amici: tra gli architetti sono il pittore, tra i pittori sono l'architetto... Non essendo mai all'interno del sistema, il sistema naturalmente ti rifiuta, anzi ti considera come un elemento pericoloso".Un pericolo che, in mostra, si manifesta in maniera esuberante e imprevedibile, dall'arte al design, dai film alla riscoperta dell'artigianato. Il tutto con una precisa scelta che, oggi, diventa una sorta di autoritratto di Ugo La Pietra. "L'artista non lavora per il sociale. Io credo di aver lavorato per il sociale, questa è la mia definizione migliore".La mostra in Triennale resterà aperta al pubblico fino al 15 febbraio 2015.