Milano (askanews) - Una proposta a tutto tondo, per confermare la vocazione multidisciplinare di un'istituzione come la Triennale di Milano, le cui attività spaziano dall'architettura alla fotografia, dall'arte al design, dalla moda al teatro. La programmazione autunnale è stata presentata nel corso di una conferenza stampa alla quale è intervenuto anche l'assessore alla Cultura meneghino, Filippo Del Corno, che ha voluto sottolineare proprio la vocazione della Triennale.

"Realizza e rispecchia - ha detto - quella che è l'attuale vivacità della scena culturale milanese, che sempre più agisce e vive in termini di molteplicità di linguaggi, di discipline, di generazioni, di rapporti e di proposte".

Proposte che iniziano da settembre con una grande monografica su Ettore Sottsass organizzata dal Design Museum e presentata dalla vicepresidente della Triennale, Clarice Pecori Giraldi. "Il titolo di questa mostra è There is a Planet: Sottsass all'inizio degli anni Novanta preparò un libro che poi non venne mai pubblicato e raccoglieva all'interno di questo libro tutti i suoi stimoli in anni di viaggi, di ricerche e di incontri".

Altro appuntamento di grande fascino sarà quello dedicato alla fotografa americana Nan Goldin, di cui la Triennale proporrà "The Ballad of Sexual Dependency", un'installazione con oltre 700 scatti montati in sequenza e accompagnati dalla musica. Matteo Balduzzi, del team curatoriale della Triennale, ha voluto sottolineare l'importanza storica della ricerca di Goldin.

"Questa forza visiva e questa immagine così diretta che Nan Goldin ha utilizzato nel corso di vent'anni per ritrarre i propri amici, la propria vita e anche ogni dettaglio della propria esperienza biografica, in un diario estremamente violento, ma anche affettuoso e fragile, è diventato davvero uno dei caposaldi della storia della fotografia contemporanea".

Il programma prevede poi mostre di architettura dedicate al territorio italiano e all'abitare contemporaneo; mostre d'arte su Grazia Varisco e Michel Comte; trentadue spettacoli del Teatro dell'arte e spazio anche a moda e design attraverso il lavoro fashion di Rick Owens oppure la storia delle mollette da bucato.