Roma (TMNews) - E' un John Turturro molto "italiano" quello che ha presentato a Roma il suo ultimo film da regista, "Gigolo per caso": ha appena finito di girare a Roma il film di Nanni Moretti, "Mia Madre", e tornerà a maggio per recitare in quello di Marco Pontecorvo. Intanto nel suo quinto film da regista lo vediamo accanto a Woody Allen nel ruolo di un gigolò, che si offre a miliardarie annoiate come Sharon Stone ma si innamora della timida vedova di un rabbino ultraortodosso, Vanessa Paradis.La commedia è nata grazie al barbiere di Turturro e Allen."Il barbiere è una persona importante. A lui avevo raccontato questa storia e lui l'ha raccontata a Woody, che ha detto: 'Fammi chiamare'".Il suo è un gigolò gentile e stralunato. "E' un uomo a suo agio con le donne: tanti uomini amano il sesso ma non le donne, lui è in grado di ascoltarle, e ama stare con loro".La prostituzione, però, nel suo film è soprattutto una metafora: "Il film parla soprattutto di amicizia e solitudine. Volevo mostrare la difficoltà delle persone ad entrare in contatto, il desiderio di essere visti, apprezzati, toccati". Allen ha dato una mano a costruire la sceneggiatura: "Io scrivevo, gli mandavo qualcosa e lui mi dava un feedback, anche con delle critiche brutali, tipo: 'è terribile', 'non mi piace'. In realtà mi ha aiutato a realizzare una commedia di maggior respiro e sofisticata. Dirigere Allen, per Turturro, è stato un gioco da ragazzi. "Arriva così, ripiegato su di sé, poi appena dici: 'Azione', lui inizia a fare Woody Allen!"Alla domanda sulle similitudini tra Allen e Moretti Turturro ha risposto: "Beh, sul New York Times è uscito un articolo sul Dna di Woody Allen, sulle persone che lui ha influenzato, e secondo loro Moretti è un po' il suo nipotino!".