Milano (TMNews) - Paesaggi che sono stati d'animo e che ricreano, completandolo, il lavoro di un maestro. Tullio Pericoli è un'artista noto in tutto il mondo per i suoi ritratti e oggi presenta con Adelphi un grande volume dedicato invece al paesaggio. "Per me il paesaggio - ci ha spiegato nel suo studio a Milano - da un lato è un flusso che ci circonda in qualunque luogo ci troviamo. Però dipingere un paesaggio vuol dire anche afferrarne dei dettagli".Nelle opere di Pericoli, si colgono, rivisitate, molte influenze di grandi artisti, tanto che lui si definisce espressamente un "ladro" di ispirazioni. "Io - ha aggiunto Pericoli - mi sono nutrito dell'arte per arricchire i miei strumenti. Quindi ho guardato Klee anche quando facevo disegni di satira politica, guardavo Picasso per questo, quindi cercavo sempre di arricchire la mia mano, ma non usarla poi in un modo troppo definito e facendo riconoscere bene le origini dei miei furti".Accanto ai disegni e ai dipinti, nel libro spiccano alcuni testi di grandi nomi della cultura, da Italo Calvino a Fausto Melotti. "Sono testi - ha continuato l'artista - cha io ho letto negli anni in cui facevo determinate opere e sono testi molto ispirativi, che mi sono serviti".Quando poi gli chiediamo se alla fine da tutto il suo lavoro, come diceva Borges, emerge proprio il suo autoritratto, Pericoli risponde citando Pasolini e la sua convinzione che, nel cinema, solo il montaggio mette la vera parola fine a un film. "La nostra vita - ha concluso Pericoli - è come una serie di spezzoni di girato che si compone solo con la fine del nostro lavoro, quindi con la nostra fine materiale. Quindi io non posso dire se la mia opera sia compiuta e si sia compiuta una sorta di mio autoritratto... Aspetto di fare l'ultimo quadro".Tullio Pericoli presenta il volume "Paesaggi" insieme a Francesco Cataluccio domenica 1 dicembre presso la Libreria Centofiori di Milano alle ore 11.30.