Roma, (askanews) - La guerra che ha distrutto l'Iraq e che ha segnato in modo indelebile una generazione di giovani americani è lo scenario de "La scatola del signor Hulford", romanzo di esordio di Giorgio Taschini, edito da Il Saggiatore. Un affresco avvincente che narra il dramma di tre vite sconvolte dal conflitto. Ecco come l'autore ci ha presentato il suo libro."Ci sono tre personaggi. Il primo è Farid, giornalista iracheno che torna a Baghdad dopo molti anni in Europa, per coprire le elezioni. Non vorrebbe farsi coinvolgere dalla sua città natale ma è ossessionato dall'idea di recuperare una scatola, sepolta fin dalla sua infanzia nel giardino della vecchia casa dei suoi genitori. Il secondo si chiama Tim, è un soldato americano che è stato ferito ed è in congedo a casa in America. Tim riceve una mail di un suo commilitone con i video che riprendeva nei pattugliamenti a Baghdad. Ma prima di spedirgli la mail, il suo amico si è ucciso... Il terzo personaggio è una ragazza, Shaimà. Sta attraversando il deserto per arrivare a Baghdad, ha dei soldi con sé e pensa siano sufficienti per potersi liberare dela vita che ha in grembo. Il quarto personaggio è il signor Hulford, ma non posso parlarne, perché è molto misterioso..."Taschini spiega come l'11 settembre abbia risvegliato in lui una paura avuta fin da bambino, quella della terza guerra mondiale. Ne "La scatola del signor Hulford" la dimensione reale e quella onirica si mescolano continuamente, e anche la religione ha un ruolo importante, soprattutto per i soldati americani."Sì il romanzo è pieno di sogni, allucinazioni e visioni dei personaggi - dice l'autore - Io penso che con quella guerra, in quel determinato momento e luogo si sia aperta un po' una porta per vedere come sarà il nostro futuro. Ma molte volte queste visioni sono come la realtà riflessa in uno specchio enorme e deformante, come quelli nei Luna Park... E quindi sta al lettore (capire), e forse anche un po' allo scrittore".