Milano (TMNews) - La gioia di vivere, nonostante tutto, ma anche il senso della storia, oltre che una dimensione di pittura che è nata con una forza già classica. A Palazzo Reale a Milano apre una grande retrospettiva dedicata a Marc Chagall, artista che ha creato un proprio linguaggio attraverso il meticciato culturale, dall'ebraismo e dalla natia Russia, fino al confronto con l'Europa e le avanguardie. Claudia Zevi è la curatrice dell'esposizione."Quello che abbiamo cercato di fare - ci ha detto - è di seguire l'iter della costruzione del pensiero filosofico di Chagall, oltre che delle sue immagini. Pensiero che è molto profondo e che finora è stato un poco sottovalutato, proprio per la piacevolezza dell'opera di Chagall".Accanto alla bellezza e alla serenità di opere celeberrime come "La passeggiata", divenuta simbolo della felicità di coppia, o al bacio trasognato de "Il compleanno", nelle tele di Chagall passa anche la storia del suo popolo e, in qualche modo, anche quella del Novecento. E proprio questa sensibilità, secondo la curatrice, è uno dei motivi per cui, nonostante l'impianto classico della sua opera, Chagall continua a parlare al pubblico contemporaneo."Chagall - ha aggiunto Zevi - ha toccato alcune corde, alcuni nervi scoperti dell'umanità che sono la contaminazione tra le culture diverse, che è un problema di oggi; ha parlato della non segregazione delle religioni; ha parlato di come le vicende del mondo influiscono sulle vicende umane".In più il pittore venuto da Vitebsk aggiunge una continua voglia di speranza, spesso rappresentata nei dipinti da animali sorridenti. "Come a dire: sono tempi bui - ha chiosato alla napoletana la curatrice - ma la notte ha da passare".